venerdì 30 dicembre 2011

Gli auguri per il 2012

Gli auguri di Gian Biagio Mulas IS0EZZ per il 2012
Cari amici che seguite il viaggio di Ulyxes, il 2011 si sta chiudendo per me nel migliore dei modi. Dopo una traversata di quasi 5000 miglia la barca riposa un poco in quel di Salvador de Bahia, e lo skipper si riposa in famiglia e tra gli amici, esattamente come era nelle speranze alla partenza. La vostra vicinanza e partecipazione mi e' stata di grande aiuto e conforto e do a tutti appuntamento per la fine di Gennaio quando ripartiro' alla volta della Guiana Francese per un viaggio di ritorno che, agli dei del mare piacendo, si concludera' a Cagliari alla fine di giugno 2012. Faccio tutti i miei voti affinche' tutti noi possiamo avere dal nuovo anno tante gioie e che le nostre speranze e i nostri progetti diventino realta'. Buon 2012


Gian Biagio

Gli auguri di Gian Biagio Mulas IS0EZZ per il 2012

"Cari amici che seguite il viaggio di Ulyxes, il 2011 si sta chiudendo per me nel migliore dei modi. Dopo una traversata di quasi 5000 miglia la barca riposa un poco in quel di Salvador de Bahia, e lo skipper si riposa in famiglia e tra gli amici, esattamente come era nelle speranze alla partenza. La vostra vicinanza e partecipazione mi e' stata di grande aiuto e conforto e do a tutti appuntamento per la fine di Gennaio quando ripartiro' alla volta della Guiana Francese per un viaggio di ritorno che, agli dei del mare piacendo, si concludera' a Cagliari alla fine di giugno 2012. Faccio tutti i miei voti affinche' tutti noi possiamo avere dal nuovo anno tante gioie e che le nostre speranze e i nostri progetti diventino realta'. Buon 2012"

Gian Biagio

lunedì 12 dicembre 2011

Da Salvador

Sono passati ormai parecchi giorni dal mio arrivo a Salvador e comincio a orizzontarmi in questa straordinaria citta'. Accantonata un po' la veste di navigatore e indossati i panni del turista, anche se un pochino "sui generis", comincio col dire che mi e' capitata una rara fortuna. Tramite il mio amico navigatore Manfred, ho potuto conoscere alcuni bahiani autentici, stare con loro e conoscere dal di dentro come vivono frequentandoli nel loro ambiente. Innanzitutto mi ha colpito la facilita' dei rapporti e l'apertura verso lo straniero di questi brasiliani, sara' che sono caratteri che appartengono anche a me, ma e' stato del tutto naturale entrare in sintonia e relazionarci. Pensate che ieri abbiamo collaborato, io e Gianfranco, quel mio caro amico venuto a trovarmi, alla traduzione in italiano di una bella poesia che parla fondamentalmente di Manfred e del suo rapporto col mare, scritta da Nelio, un simpaticissimo professore di danza. La poesia era scritta in brasiliano, lui non parla italiano ma, grazie alla sua capacita' comunicativa e con un lavoro collettivo, siamo riusciti a trasporla in italiano, con un risultato che ci e' sembrato davvero godibile. Nei prossimi giorni Nelio verra' su Ulyxes e io lo riprendero' mentre leggera' la sua poesia. Poi metteremo sul sito le immagini e il testo della poesia, desidero proprio mettervi a parte di questa bellissima esperienza. Passata questa parentesi "letteraria", oggi abbiamo visitato la costa a nord di Salvador, una costa fatta di tante spiagge, una di seguito all'altra, bellissime. Sono fatte di una sabbia fine e pulita e sono separate da basse punte rocciose scure. Sono talmente tante che, malgrado i bahiani siano milioni, non erano affatto affollate. Si aprono sull'oceano, ma le loro acque sono calme e tranquille perche' sono protette da bassi fondali e scogliere sulle quali le onde oceaniche si infrangono e smorzano la loro forza, lasciando uno specchio d'acqua sicuro e calmo. Alle spalle le palme da cocco, con i frutti appesi, le cingono con i loro fusti altissimi. Uno spettacolo mozzafiato. Non mi sorprende che tanti italiani si siano stabiliti qui e non vogliano piu' andarsene. Resta sempre il problema, serio, della sicurezza, e' un vero peccato, condiziona la loro vita e, malgrado il grande sforzo da parte delle forze dell'ordine, molto presenti e visibili, ancora tanto resta da fare. Com'e' fatta l'umanita', a causa di una parte, non necessariamente numerosa, la stragrande maggioranza vive sotto un pesante condizionamento. Chissa' se un giorno non conosceremo una societa' migliore, magari piu' giusta, e piu' "umana".

domenica 11 dicembre 2011

Scusatemi per non essere disponibile in radio in questi giorni ma, come potete capire, essendo presente Gianfranco, quel mio amico che e' venuto a trovarmi fin qui in Brasile e stanti le tre ore di differenza, mi e' difficile essere presente all'ora dello sked, ma martedi lui partira' e riproveremo a sentirci. Nel frattempo vi mando qualche riga su queste giornate.
Messaggio ricevuto il 11/12/2011 ore 22:25 UTC


venerdì 9 dicembre 2011

Non vedo l'ora di arrivare!!!
Messaggio ricevuto il 09/12/2011 ore 16:05 UTC


martedì 6 dicembre 2011

Sono letteralmente travolto dalle cose, oggi ho fatto la visita alla dogana, cambiato il denaro, pagato il marina, andato a fare spesa al mercato popolare, andato ad un enorme mercato per casalinghi accompagnato da un francese conosciuto qui, camminato per ore col carrello della spesa supercarico, scansato non so quante auto e bus che mi hanno sfiorato a folle velocita', tra poco vengono a prendermi degli amici di un caro amico navigatore che e' stato qui sette anni e che mi ha consegnato a questi suoi amici per vedere Salvador dal di dentro. Insomma, sto facendo fatica a stare dietro le sensazioni, lo stordimento, il rumore, il movimento che questa citta', a meta' tra America Europa e Africa, crea in continuazione. Domani, non so a che ora, arrivera' Gianfranco, un carissimo amico, ex compagno di tanti voli, che e' in viaggio fin qui per venire a trovarmi, se il suo arrivo non interferira' saro' in radio all'orario solito, ho molto desiderio di parlare con tutti voi. In tutto questo devo dire che non sono riuscito assolutamente a fare nessuna delle mille cose che devo fare alla barca, non sono nemmeno riuscito ad asciugare la sentina, che era la cosa piu' semplice e urgente che volevo fare, vediamo domani.
Messaggio ricevuto il 06/12/2011 ore 20:15 UTC


Scusatemi ma anche oggi non sono riuscito ad essere presente allo sked, qui e' davvero difficile mantenere le normali abitudini. Stasera c'e' una grande festa nel quartiere storico del Pelourinho e della gente incontrata qui al marina mi accompagnera', vi raccontero'.
Messaggio ricevuto il 06/12/2011 ore 18:55 UTC


lunedì 5 dicembre 2011

Vi aggiorno su quel che accade da queste parti. Innanzitutto quando parliamo della nostra burocrazia e della inefficenza dei nostri uffici pubblici dovremmo fare i confronti con altri paesi. Tutto il giorno, e dico tutto, non ho nemmeno fatto in tempo a preparami un pranzo decente, dicevo tutto il giorno vado da un ufficio ad un altro nel tentativo di fare le pratiche d'ingresso necessarie per essere in regola e quelle per lasciare la barca e tornare in Italia con l'aeroplano. E' un'apocalisse. Un ufficio dice una cosa, un'altro lo contraddice e tu sei nel mezzo e, bada bene, se qualcosa non e' fatta secondo quello che il funzionario di turno vuole, sei nei pasticci seri. C'e' stato il caso di un altro italiano che, avendo fatto arrivare un pezzo di ricambio per la sua barca, e avendo qualcuno, certo non lui, sbagliato non so cosa, ora dovrebbe pagare una multa di 45.000 reais, circa 20.000 euro, e il pezzo ne valeva 100! E ora non puo', anche volendo, piu' pagare, se si mostra in acque brasiliane gli sequestrano la barca. Quindi la cosa e' grave anche se non e' seria. Per fortuna sto avendo il supporto di uno di qui, del marina, che e' molto esperto e concreto e mi sta seguendo, nella pratica, passo passo. Speriamo bene. Domani ho ancora da andare una ennesima volta alla dogana e forse avro' finito. Sono in possesso di un numero impressionante di carte e documenti tutti essenziali, ditemi voi se non ci sarebbero altri modi di impiegare i funzionari pubblici, tenete anche presente che una parte della trafila va rifatta in OGNI porto brasiliano che tocchi. Comunque, a parte queste amenita', e' una bellissima sensazione essere qui e il carattere dei brasiliani, burocrazia a parte, mi piace molto, rassomigliano ai napoletani di una volta, quelli che conobbi quando ero in Accademia, allegria, bonomia,disponibilita' e, comunque, sguardo sveglio e intelligenza vivissima. Dovete poi vedere il traffico automobilistico, e' pazzesca la velocita' con cui guidano, compresi i pullman, tutti guidano come fossero in pista, al punto che e' estremamente rischioso attraversare le strade, anche i semafori non garantiscono niente. Naturalmente non sono riuscito a fare nulla sulla barca e sto andando avanti con le provviste della cambusa perche' non ho potuto fare spesa, meno male che ieri ho comprato frutta nell'unico negozio aperto che ho visto. Un abbraccio GB.
Messaggio ricevuto il 05/12/2011 ore 22:15 UTC


Sono tornato in barca a prendere un documento per la dogana e ci sto tornando, una cosa allucinante. E non e' finita e ne ho anche per domani. Un abbraccio GB.
Messaggio ricevuto il 05/12/2011 ore 19:15 UTC


domenica 4 dicembre 2011

Oggi era una festa molto sentita da queste parti e quindi non mi sono voluto perdere questa occasione di vedere dal vivo il casino, la musica, le cose sacre e quelle profane tutte mischiate insieme. Avreste dovuto vedere che allegria che c'era in giro, era contagiosa. I bahiani, cosi' loro si appellano, sono fantastici. Ad ogni buon conto al ritorno ho preso un taxi, mi piace questa gente ma so anche che bisogna essere guardinghi. Domani lo dedichero' alle pratiche burocratiche e iniziero' a mettere la barca in stato di "riposo", ci sono un sacco i precauzioni da prendere quando la barca resta incustodita per parecchio tempo.
Messaggio ricevuto il 04/12/2011 ore 23:20 UTC


Oggi non saro' in radio perche' sono in giro per la festa di S.Barbara e non riesco a tornare alla barca. poi vi raccontero'. Un abbraccio GB
Messaggio ricevuto il 04/12/2011 ore 16:30 UTC


L'epilogo di una traversata

E' il pomeriggio del 3 dicembre. Sono arrivato da poche ore a Salvador de Bahia e io e la barca siamo in un tale stato confusionale che, mi sono detto, l'unica cosa sensata da fare e' sedersi , fermarsi, lasciare che piano piano la mente e il corpo tornino ad uno stato di normalita'. Una traversata in solitario crea sempre uno stato d'animo di alterazione della sensibilita' e dei processi mentali, quasi un'effetto dopante che si riassorbe nei giorni successivi all'arrivo. Conosco questo stato, non mi sorprende, e' anche piacevolmente esaltante. Si ha la soddisfazione di aver ultimato una cosa che, quando la inizi non sai mai dove in effetti ti portera', e per quali stadi si sviluppera'. Quello che questa volta e' differente da altre e' l'ultimo giorno, e cioe' gli accadimenti di ieri sera e stanotte. Cominciamo dall'appuntamento di ieri sera con gli amici radioamatori. Eravamo tutti molto contenti, tranquilli. Ormai era solo questione di far passare le ultime miglia e, io per primo, non ci ponevamo la questione che una traversata non e' terminata finche' gli ormeggi non siano assicurati nel porto di destinazione. A dire il vero io, nel mio intimo lo sapevo, ma, obbiettivamente non vedevo grandi problemi a fare quelle ultime miglia. Pensavo piuttosto all'avvicinamento a Salvador, agli apprestamenti per l'atterraggio, alla necessita' di farmi trovare preparato a tutte le eventualita' che la cosa avrebbe potuto presentare. E cosi', vedendo che il vento si manteneva gagliardo, contrariamente alle aspettative e alle statistiche, verso l'imbrunire decido di avvolgere un po' il fiocco. Dovevamo rallentare perche' mantenendo la velocita' che avevamo, ci saremo presentati di fronte all'ingresso della baia troppo presto e avremmo dovuto passare buona parte della notte ad attendere pencolando nell'oceano fuori da qualsiasi protezione. Il vento forte e il moto ondoso lo sconsigliavano. Facevamo quasi sei nodi mentre avrei voluto mantenere circa quattro. Ecco quindi che, con la randa gia' ridotta, dovevo ridurre l'area del fiocco. Gia', ma dopo due giri, l'avvolgifiocco si blocca. Provo con le buone, poi provo con un po' di forza. Nulla da fare il coso non girava. Questo era gia' un problema serio, se non puoi avvolgere il fiocco, gia' eccessivo con il vento del momento, cosa farai in caso di rinforzo? E all'arrivo poi che cosa si fa? Si ormeggia col fiocco tutto aperto? Follia. La preoccupazione mi ha assalito alla gola. E' un'avaria temutissima da chi va per mare. Mi consolo dicendo che al limite lo ammaino e procedero' a motore. Comunque la preoccupazione c'e'. Ho un bel dirmi che l'ammainero', puo' darsi che con tutto quel vento non sia una operazione semplice. Intanto Ulyxes procede di gran carriera e le miglia si consumano in fretta. E' gia' buio e mi viene l'idea di tentare di intervenire sull'avvolgifiocco , magari, mi dico, riesco a sbrogliare la cosa. Mi armo di lampada frontale, attrezzi, buona volonta' e vado a prua. In ultima analisi e' accaduto che la sagola, quella che si avvolge dentro il tamburo dell'avvolgifiocco si era "incasinata". Sin dal passaggio nella ITCZ avevo, in tantissime occasioni, avvolto parzialmente, e poi risvolto, e poi riavvolto il fiocco e la sagola e' riuscita, sa il cielo come, a avere delle volte, che sarebbero dovute essere esterne, all'interno e viceversa, per cui praticamente, quando andavo a tirare per avvolgere, le volte capitate all'esterno strozzavano quelle poste all'interno e il tutto diventava un pacchetto inestricabile. Con la forza di chi sa che e' nella m..rda ho fatto cio' che non pensavo potessi riuscire a fare, ovvero ho svolto l'intero tamburo, una quindicina di giri estraendo tutta i trenta metri di sagola, giro per giro, e poi, cercando di dare ordine al tutto, reinserirla, facendo il lavoro opposto a quello di prima. Due ore di lavoro, fatto piu' a tatto che vedendo realmente cio' che facevo, in questo mi ha aiutato molto la luna. Finalmente torno in pozzetto. Sperando nel miracolo provo, prima delicatamente e poi con rabbia, a riavvolgere il fiocco. Niente da fare. Ero al punto di prima. Non vi nascondo che ero nelle ambasce. Provavo rabbia perche' il sogno di un arrivo da godere si stava trasformando in un arrivo molto problematico. Allora passo all'opzione ammaina mento. Non posso continuare a correre cosi' tanto, devo liberarmi della vela. Una volta ammainato il fiocco mi restera' la trinchetta che, seppur piccola, qualcosa fa in sostituzione del fiocco. Vado all'albero, mollo la drizza del fiocco, vado a prua per tirarlo giu' e... lui non viene giu'. C'e' troppo vento e, malgrado mi appenda con il mio peso alla stoffa della vela, questa non si muove di nulla. Regolo Scipio in modo da sventare la vela completamente, ma il troppo vento fa si che l'attrito che essa trova nello scendere dentro la sua canala la freni inesorabilmente. Mi sento quasi perso. Faccio degli sforzi terribili ma il risultato e' sempre lo stesso. Il fiocco non scende, sbatte come un forsennato ma il maledetto non scende. E adesso poveruomo, mi sono detto, che caspita fai? Avevo visto un caso analogo tanti anni fa in un porto greco e la situazione si e' risolta con un fiocco in pezzi, danni all'alberatura e all'avvolgifiocco. Ed erano in equipaggio, mica in solitario. Mentre la preoccupazione montava mi sono imposto di fermarmi un po' con la questione del fiocco, ero esausto e la stanchezza non aiuta a ragionare. Decido allora di accendere il motore per averlo pronto alla bisogna, non lo accendevo da una diecina di giorni. Giovanni parte bene come sempre. Dopo un paio di minuti pero', di colpo, ammutolisce. Mi e' quasi venuto un colpo. Era chiaramente un problema di alimentazione. Avevo cambiato tutti i filtri del gasolio solo venti ore motore prima per cui non potevo credere al loro intasamento. Comunque, mentre Ulyxes filava a tutta birra sotto il controllo di Scipio, tolgo i paglioli del motore. Attrezzi alla mano apro gli spurghi e, malgrado il buio, e' circa l'una, sento gia' a tatto che cio' che esce non e' gasolio ma acqua sporca di gasolio. Non c'e' scelta, bisogna spurgare. Questa operazione mi ha richiesto due ore di tentativi. In piu di una occasione mi son detto che non ci sarei riuscito. La contaminazione riguardava tutto, filtri (tre), pompe alta e bassa pressione, condotti e restava il dubbio su che cosa stesse realmente provenendo dal serbatoio. Ad ogni tentativo di spurgo e avviamento fallito, facendo violenza a me stesso, mi dicevo che, malgrado sembrasse tutto vano, dovevo continuare a provare. Con un fiocco che non si riavvolge e un motore che non parte sono in un vero cul de sac. Tenta che ti ritenta, facendo raffreddare il motorino d'avviamento ogni tanto, alla fine Giovanni, sputando e tossendo riparte. Si raschia la gola, perde qualche colpo, si riprende, zoppica ancora e poi, gaudio e letizia, riprende a girare tonto tondo, come uno strumento musicale. Credo che in quel momento non ci fosse al mondo niente che desiderassi di piu'. Il morale torna verso il positivo. Mi dico: e un problema e' risolto. E dicendolo stavo dicendomi che anche l'altro problema dovesse essere risolto. In qualche modo dovevo risolverlo. Non potevo accettare di rassegnarmi. Torno fuori in pozzetto. Tirava sempre quel simpatico aliseo a una ventina di nodi che tanto mi rallegrava. Mi piazzo con una mano all'avvolgifiocco e l'altra alla scotta del fiocco, regolo Scipio in modo che il fiocco fosse quanto piu' possibile sventato. Comincio a mollare e tirare alternativamente, cercando di cogliere il momento in cui l'avvolgifiocco sembrava meno in tiro. Miracolo! Dopo i primi tre giri guadagnati con gran fatica, forse perche', finalmente, la volta della sagola che era strozzata dalle altre si era liberata, l'avvolgifiocco si fa leggero e io, velocissimo, prima che il tanghero ci ripensi, lo riavvolgo senza dargli il tempo di capire che l'ho fregato. Si amici miei, sono state ore di ansia che , nel giro di pochi minuti, si sono sciolte in una sensazione di gioia e di soddisfazione infinite. Cio' che sembrava un sogno si era avverato. Sono passato dal buio alla luce in un tempo cosi' breve che non riuscivo a capire se fosse tutto reale (tenuto conto anche del mio stato di prostrazione fisica che era notevole). Che altalena di stati d'animo opposti! Insomma, come diceva un nostro CT della Nazionale di calcio, non dire gatto finche' non ce l'hai nel sacco. Cosi' come quando volavo sapevo che il volo era terminato solo quando era disceso dalla scaletta dell'aeroplano, cosi' una navigazione non e' terminata finche' dei solidi ormeggi non vincolino la barca alla solida terra. Ma che soddisfazione! E non venite a dirmi che somiglia a quella di colui che indossa le scarpe strette apposta. Cosi' dopo aver sofferto come un cane, quando si toglie le dannate scarpe gli sembra di toccare il cielo con un dito... Quando uno si mette in mare spera sempre che certe cose non gli accadano.

PS Certo che stamane, mentre percorrevo le ultime miglia, gia' dentro la baia, ascoltavo il rumore di Giovanni con un'attenzione tutta particolare. Ad ogni buon conto, avevo gia' l'ancora penzolante a prua e, al minimo accenno di tradimento sarebbe andata giu'. Intanto mi sarei fermato in una zona protetta. E poi, con calma, avrei pensato a come uscire dagli impicci. Ma non e' piu' accaduto nulla di meno che perfetto. E alla fine, gia' dentro il marina, una soffiata nel corno da nebbia, il tizio del marina accorre, mi prende gli ormeggi e sono a Salvador de Bahia. 

sabato 3 dicembre 2011

012d 58.00 S / 038d 30.00 W Arrivatoooo!!! tutto bene sono al marina. Non riesco a comunicare. 
Messaggio ricevuto il 03/12/2011 ore 14:57 UTC


venerdì 2 dicembre 2011

012d 37.00 S / 037d 14.00 W Vai che il vento regge. Mancano 80nm. Ordinate la bistecca... 
Messaggio ricevuto il 02/12/2011 ore 12:00 UTC


012d 26.00 S / 036d 57.00 W Mancano 100 miglia ed e' tornato il vento. Forse sabato bistecca :-) 
Messaggio ricevuto il 02/12/2011 ore 08:06 UTC


giovedì 1 dicembre 2011

011d 49.00 S / 035d 54.00 W 118nm. Pensavo peggio. Poco vento in poppa piena. 
Messaggio ricevuto il 01/12/2011 ore 12:00 UTC